Mon invisible

Federico Rossin

Il mio film invisibile è “Mueda, Memória e Massacre” di Ruy Guerra, del 1979. Ho scoperto questo film grazie ad un amico, un grande regista, John Gianvito. Me ne ha parlato come di un capolavoro perduto del cinema, come di un film necessario di cui si sono perse le tracce. Ho poi letto di come Guerra, nato in Mozambico e poi emigrato in Brasile, fosse tornato nel suo paese a girare il primo lungometraggio mai realizzato laggiù. E scelse un episodio terribile, il massacro di Mueda del 16 giugno 1960, in cui l’esercito coloniale portoghese sterminò oltre 600 persone che chiedevano la fine dei lavori forzati. Guerra fece un film totalmente radicale, intrecciando vertiginosamente fra loro ricostruzione, finzione e documentario e coinvolgendo nella realizzazione i sopravvissuti al massacro e i nuovi abitanti di Mueda. Ho cercato ovunque una copia in DVD di “Mueda”, contattando collezionisti di ogni continente e non sono mai riuscito a vederne neanche una sequenza: è come se, grazie alla forza delle parole di John, quel film mi fosse entrato come una spina nel cuore. Vorrei potermi togliere questo dolore – che ha poco di fame cinefila e molto di rabbia politica – vedendolo finalmente durante il festival.